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AIC CONTRARIA AD ABROGARE LA DEFINIZIONE DI PRODOTTO DIETETICO PDF Stampa E-mail

AIC sulla proposta della Commissione Europea di abrogare la definizione di prodotto dietetico.

La proposta della Commissione Europea (pubblicata il 20 giugno scorso) di abrogare il Reg 41/2009, cancellare la definizione di “prodotto dietetico” e ridurre la dicitura “senza glutine” ad un semplice claim fra gli altri della normativa sull’etichettatura, apre uno scenario preoccupante per la tutela ai celiaci, che l’Associazione Italiana Celiachia intende contrastare, al fianco delle altre associazioni europee, singole e riunite nella Federazione AOECS, e anche all’associazione dei produttori alimentari.

La celiachia è una patologia che richiede, come unica terapia ad oggi conosciuta, l’adesione ad una dieta che escluda completamente il glutine per tutta la vita. L’assunzione di glutine espone i celiaci a gravissime complicanze, anche irreversibili, tanto che è la legge in Italia (L. 123/05) a favorire la diagnosi precoce.Ricordiamo cheattualmente i prodotti senza glutine (con glutine inferiore a 20ppm) sostitutivi di quelli che normalmente contengono glutine tra i propri ingredienti (pane, pasta, prodotti da forno, pizza, ecc.) sono considerati prodotti dietetici e godono di una specifica normativa che ne garantisce la sicurezza per il consumatore celiaco in termini di assenza di glutine.In Italia, questi prodotti sono elencati nel Registro Nazionale dei prodotti dietetici senza glutine (Decreto legislativo 111 del 1992) ed erogati gratuitamente ai celiaci dal Sistema Sanitario Nazionale(Legge 123/2005).

La Proposta della Commissione Europea di un Regolamento sugli alimenti per lattanti e bambini nella prima infanzia e sugli alimenti destinati a fini medici speciali, pubblicata il 20 giugno 2011,prevede:

· la cancellazione della definizione di “prodotto dietetico, con l’abrogazione della Direttiva Quadro 2009/39/CE, che ha stabilito le disposizioni specifiche applicabili ai gruppi di prodotti alimentari destinati a un'alimentazione particolare

· l'abrogazione del Regolamento CE 41/2009, che ha stabilito le condizioni di utilizzo dei claim “senza glutine” e “con contenuto di glutine molto basso”;

· l'inclusione dei claim "senza glutine" e "con contenuto di glutine molto basso", e relative condizioni di utilizzo, nell'allegato del Regolamento cosiddetto “claims” CE 1924/2006 , (relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari) alla stregua di claim come senza grassi, a basso contenuto di zuccheri, fonte di fibreoppure senza calorie;

· il mantenimento di una normativa specifica per le sole categorie degli alimentiper lattanti e bambini nella prima infanzia e degli alimenti destinati a fini medici speciali, non considerando tra questi ultimi i prodotti senza glutine destinati ai celiaci, finora definiti destinati ad una alimentazione particolare;

L’intervento della Commissione Europea, svolto in nome della semplificazione, ignora la necessità di continuare a tutelare alcune categorie sensibili e vulnerabili di consumatori, come quella dei celiaci, e comporta una serie di rischi:

ü perché la Bozza della Commissione, abolendo la categoria degli alimenti dietetici, con la proposta che diventino alimenti di consumo corrente, rimuove la speciale protezione riservata ai celiaci garantita da una normativa stringente sui requisiti nutrizionali specifici e sui controlli relativi. La normativa generale sugli alimenti di consumo corrente, infatti, non garantisce in maniera adeguata le categorie sensibili di consumatori, come i celiaci, che richiedono una dieta sanitariae “salva vita” e che consumano quantitativi consistenti di prodotti dietetici, che, quindi, devono garantire a questi pazienti requisiti specifici e restare sottoposti a rigorosi controlli. Trasferire la tutela dei consumatori celiaci, portatori di una specifica patologia, ad un Regolamento generale, il Regolamento sui claim nutrizionali e salutistici, che interessa la generalità dei prodotti alimentari destinati al comune consumatore è inappropriato e inaccettabile.

üperché la situazione italiana è messa ancora di più a rischio, in quanto, in Italia, la proposta porterebbe all’abrogazione del Decreto legislativo 111 del 1992 (norma nazionale di recepimento delle Direttive europee sui dietetici) e quindi del Registro Nazionale dei prodotti dietetici senza glutine che rappresenta un sostegno fondamentale ai celiaci in quanto raccoglie i prodotti erogabili dal Sistema Sanitario Nazionale. Non possiamo non pensare che provvedimenti che tendono a“parificare” i prodotti alimentari dietetici a quelli di uso comune possano mettere in discussione la tutela ai celiaci che dal 1982 eroga i prodotti dietetici in regime di esenzione.

L’AIC è, quindi, intenzionata a richiedere specifici emendamenti alla Proposta in oggetto al fine di mantenere la tutela garantita sino ad oggi ai consumatori celiaci.In particolare, l’AIC richiederà che i prodotti dietetici senza glutine rientrino nella categoria degli alimenti destinati a fini medici speciali, attuando ogni possibile azione di sensibilizzazione a livello nazionale ed europeo.

NOTA: L’Associazione Italiana Celiachia, che rappresenta in Italia gli oltre 110.000 celiaci ad oggi diagnosticati (dati dell’ultima Relazione al Parlamento sulla celiachia). Da trent’anni, seguita da oltre 60.000 associati, promuove l’assistenza ai celiaci, informa la classe medica sulle possibilità diagnostiche e terapeutiche, stimola la ricerca scientifica, sensibilizza le strutture politiche, amministrative e sanitarie. È presente su tutto il territorio nazionale, con le sue 19 Associazioni Regionali.
Ultimo aggiornamento ( marted́ 31 gennaio 2012 )
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